Archivio per Categoria Condominio TOP NEWS

DiGianluca Biondi

Ecobonus 2017 – 2018

Il 20 settembre del 2017 l’agenzia nazionale per l’energia e le nuove tecnologie (ENEA), ha dettagliato gli interventi di riqualificazione energetica, che possono essere eseguiti sugli edifici condominiali e che rientrano nelle detrazioni fiscali descritte dalla legge di stabilità numero 232 dell’11 dicembre del 2016. Il nuovo decreto Eco bonus del 2018, comprende inoltre, interventi di ristrutturazione dei balconi condominiali, delle terrazze e delle facciate. Non ultimo e non meno importante direi, sempre compresi nelle detrazioni fiscali, sono gli interventi volti all’eliminazione dell’amianto dai tetti condominiali.

Vediamo allora quali sono i vantaggi per i condomini e cosa può essere portato in detrazione.

I bonus previsti per il 2018, possono essere raggruppati in quattro macro categorie, che si differenziano per tipologia d’intervento e percentuale di detrazione.

Detrazione del 70%.

È ottenuta se si eseguono lavori di ristrutturazione sull’involucro dell’edificio condominiale, la cui superficie interessata è superiore al 25% dell’intero stabile. Un esempio pratico potrebbe essere l’installazione di un “cappotto termico”, sul lastrico solare scoperto dell’edificio. Il cappotto termico è un’installazione fissa di materiali che trattengono il calore prodotto dagli impianti di riscaldamento, siano essi centralizzati o autonomi, facendo risparmiare così energia prodotta dalla centrale termica.

Detrazione del 75%.

È ottenuta eseguendo gli interventi già compresi nella detrazione del 70% ma ottenendo anche un miglioramento delle prestazioni energetiche così come indicato dall’allegato 1 del Decreto Ministeriale del 26 giugno del 2015 denominato “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 giugno del 2009” ossia “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”. Possiamo portare lo stesso esempio citato per le detrazioni del 70% ma supponendo di estendere l’intervento anche alle pareti verticali dell’edificio.  Si otterrebbero in questo modo un migliore efficientamento energetico e di conseguenza un risparmio economico considerevole.

Detrazione dell’85% – Sismabonus

Sono portati in detrazione, gli interventi di adeguamento antisismico degli edifici condominiali. La detrazione va da un minimo del 50% fino ad un massimo dell’85%. La percentuale di detrazione dipende, tra gli altri fattori, dalla zona di rischio sismico su cui l’edificio è sorto. L’Italia infatti, è suddivisa in quattro zone sismiche. Seguendo una classificazione aggiornata al 2015, possiamo distinguere (fonte Wikipedia – Classificazione sismica dell’Italia):

  • Zona 1: sismicità alta(PGA oltre 0,25 g), comprende 708 comuni.
  • Zona 2: sismicità medio-alta(PGA fra 0,15 e 0,25 g), comprende 2.345 comuni (in Toscana alcuni comuni sono classificati in Zona 3S, sismicità media, che prevede obbligo di calcolo dell’azione sismica identica alla Zona 2).
  • Zona 3: sismicità medio-bassa(PGA fra 0,05 e 0,15 g), comprende 1.560 comuni.
  • Zona 4: sismicità bassa(PGA inferiore a 0,05 g), comprende 3.488 comuni.

Nota: Il Peak ground acceleration (PGA) è la misura della massima accelerazione del suolo indotta del terremoto e registrata dagli accelerometri. Diversamente dalla scala Richter, che misura l’ampiezza globale di un terremoto, il PGA misura l’intensità di un terremoto in una singola area geografica.

Detrazione del 36% – Bonus Verde

L’ultimo bonus che andiamo a trattare è quello dedicato alle aree verdi condominiali. Infatti, nel 2018, sarà possibile portare in detrazione gli interventi di rifacimento dei giardini condominiali ed abbellimento degli stessi, usufruendo della detrazione del 36% delle spese sostenute. Questa è una novità rispetto al passato e permette finalmente agli amministratori di condominio, di portare in detrazione, lavori di abbellimento delle aree comuni.

Importi massimi detraibili

La legge di stabilità indica come tetto massimo di spesa, un importo pari ad euro 40.000,00 per unità immobiliare. Ciò significa che in un condominio di dieci appartamenti, l’importo massimo della spesa che può essere portata in detrazione sarà al massimo pari di euro 400.000,00.

Requisiti generali per poter usufruire delle detrazioni

Requisito fondamentale per poter accedere alle detrazioni è che l’immobile sia correttamente accatastato o sia in atto una richiesta di accatastamento. Inoltre tutti gli immobili devono essere dotati d’impianto di riscaldamento autonomo oppure centralizzato.

Cessione a terzi del credito

Un utile strumento che viene messo a disposizione dei condomini è la cessione a terzi del credito. Cosa significa? Il credito derivante dai bonus fiscali che andrebbero ad ogni singolo condomino, in base alla spesa effettuata e previa rilascio da parte dell’amministratore, della certificazione necessaria, può essere ceduto ad un terzo soggetto che può essere, ad esempio, la ditta che esegue i lavori di adeguamento nello stabile condominiale. In questo modo si può ottenere uno sconto sul costo dei lavori di adeguamento.

 

Foto di copertina di proprietà di ComparaSemplice.it

DiGianluca Biondi

Il condomino può anticipare i soldi al condominio ?

E se un condomino paga una fattura condominiale al posto dell’amministratore?

E’ possibile infatti che qualche condomino di buona volontà, venendo in contro ad una difficoltà economica dell’amministratore, paghi o meglio anticipi una spesa condominiale tamponando momentaneamente l’indisponibilità di soldi da parte dell’amministratore. La prima domanda che può venire in mente è: come viene registrato il pagamento nel bilancio condominiale ? Il condomino scala i soldi delle rate condominiali ?

Credo sia meglio fare un esempio pratico.

Mettiamo il caso che esista la necessità di sostituire 4 lampadine inserite nei pali del vialetto condominiale che da accesso al parco. Il Sig, Mario Rossi, sapendo che la situazione finanziaria del condominio è critica, decide di sostituire e pagare di tasca propria le lampadine del viale condominiale. Il costo totale delle lampadine è di euro 10,00. Passano un pò di mesi, l’amministratore riesce finalmente ad incassare le quote condominiali arretrate e dovrebbe restituire i soldi al condomino che ha anticipato i soldi.

Il problema però è che se registra un movimento contabile in uscita cioè dichiara che sono usciti dei soldi dalla cassa condominiale e sono andati a finire al sig. Mario Rossi, quest’ultimo si troverebbe a dover pagare una quota condominiale inferiore a quanto previsto dal bilancio preventivo e questa non è una mossa corretta. Eppure il condomino ha anticipato i soldi e si aspetta la restituzione degli stessi.

Come fare? Si può in un certo senso, “ingannare” in senso buono, il bilancio condominiale. Si registra il Sig. Mario Rossi come fornitore di servizi del condominio, come se fosse una normale ditta di pulizie. Dopodiché, si simula che il condomino versa nella cassa condominiale, l’importo di euro 10,00 che corrisponde alla cifra che ha pagato per l’acquisto delle lampadine. L’amministratore si fa dare la fattura di pagamento e registra poi, un movimento in uscita, sempre verso il Sig. Mario Rossi, di un importo sempre uguale ad euro 10,00.

Questo fa si che, a livello contabile il Sig. Rossi, non abbia una riduzione delle quote condominiali da versare, secondo il piano di riparto annuale e secondo il bilancio preventivo redatto ad inizio anno, ma può ricevere in questo modo, i soldi dall’amministratore di condominio.

L’amministratore, per concludere tutti i movimenti contabili poi, inserisce nel registro dei movimenti di spesa, un importo in uscita sempre di euro 10,00. Questo fa si che a livello di spese, l’amministratore può dimostrare di aver pagato euro 10,00, per la sostituzione delle lampadine. Il condomino Mario Rossi, ha ricevuto i soldi per l’acquisto delle lampadine. Tutti sono felici e contenti ed il bilancio è stato correttamente movimentato.

Ho riportato questo aneddoto e la sua risoluzione perché a volte, ho utilizzato questo metodo per velocizzare la riparazione o la sostituzione di lampadine od oggetti di frequente usura quando ero impossibilitato a provvedere di persona.

Vuoi saperne di più ? CONTATTAMI !

DiGianluca Biondi

Contabilizzazione del calore

Il 30 giugno del 2017 si avvicina!

E’ il termine ultimo per adeguare l’impianto centralizzato di riscaldamento del condominio, alla nuova normativa relativa alla efficienza energetica. Tutto inizia il 4 luglio del 2014, quando lo Stato Italiano, con il DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014, n. 102 introduce le regole per rendere operative, le direttive europee sull’efficienza energetica. La Direttiva UE 2012/27/UE modifica le direttive 2009/125/UE e 2010/30/UE ed abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.

Ho inserito il link del decreto legge italiano e della direttiva europea per chi vuole magari approfondire tutta la tematica.

Il concetto che sta alla base della direttiva europea ed anche ovviamente del decreto legge italiano è il seguente:

Ridurre entro il 2020, il consumo energetico equivalente a 20 milioni di tonnellate di petrolio consumato a livello Italia.

Per raggiungere questo obiettivo, sia le strutture pubbliche che quelle private (come ad esempio i condomini) devono adeguare gli impianti di riscaldamento, alla nuova normativa, Per fare questo, in ambito di ammodernamento della centrale, così come accade per gli appartamenti con impianto di riscaldamento autonomo, possono essere installate le caldaie a condensazione. Queste offrono tecnicamente, enormi vantaggi per il riscaldamento in quanto gestiscono al meglio l’erogazione del calore in impianti centralizzati e casalinghi.

Come funzionano le caldaie a condensazione?

In una caldaia a condensazione a gas, l’acqua viene scaldata tramite il calore della combustione come nelle caldaie tradizionali. I gas di scarico risultanti, passano normalmente nella canna fumaria. Il risultato è che l’energia contenuta nei fumi del gas di scarico viene persa. Invece la tecnologia di condensazione sfrutta questi gas che consistono in gran parte in vapore acqueo. La tecnologia estrae il calore dai fumi del gas e immette l’energia ottenuta nel circuito di riscaldamento (fonte sito vaillant.it CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO COMPLETO).

Basta solo questo ? NO !

Installare una caldaia a condensazione in condominio non è l’unico obbligo a cui il condominio deve adeguarsi. Infatti, va installato il cosiddetto impianto di contabilizzazione energetica. L’impianto, consiste principalmente in un dispositivo che legge il calore consumato su ogni termosifone presente in casa (denominato ripartitore) ed una valvola che regola per ogni termosifone, la temperatura desiderata dal proprietario dell’appartamento (detta termo valvola). A questi due strumenti, che vengono installati all’interno di ogni appartamento del condominio e per ogni termosifone presente, si aggiungono dei dispositivi esterni e che vengono installati nelle rampe di scale del condominio. Questi dispositivi hanno il compito di registrare le letture catturate dal ripartitore e trasmetterle ad un sito web o un concertatore di dati locale. Le differenze sono sostanziali:

  • Con il sito web, i dati sono sempre disponibili, in tempo reale, da parte di tutti i condomini. Questo significa che il condomino, può rendersi conto immediatamente di quanto sta consumando e decidere, ad esempio, di chiudere in alcune stanze, la valvola termo statica per risparmiare.
  • Con il concentratore di dati locale invece, l’amministratore di condominio o un delegato o una ditta esterna, ha il compito di leggere manualmente le letture di tutti gli appartamenti e ripartire le spese secondo i singoli consumi.

Quindi pago solo quello che consumo ? In parte SI!

Infatti la grossa novità rispetto al calcolo dei consumi del vecchio sistema è il doppio calcolo. In pratica il costo totale del riscaldamento in un appartamento con riscaldamento centralizzato, è la somma di due costi:

  1. Il condomino paga quello che consuma attraverso il sistema di contabilizzazione;
  2. Il condomino paga secondo nuove tabelle millesimali, i costi di manutenzione della caldaia e dell’impianto in genere;

Complessivamente il risparmio c’è. All’interno del condominio dove risiedo, installando una nuova caldaia a condensazione, secondo i calcoli del progettista che ha redatto il progetto di efficienza energetica, riusciremmo a risparmiare circa cinque mila euro all’anno ! In questo modo si ammortizza in breve tempo anche il costo del nuovo impianto.

Ultimo ma NON ULTIMO …… il Progettista !

Il calcolo dei nuovi consumi, delle nuove tabelle millesimali, deve essere curato da un ingegnere certificato in progetti energetici. All’interno del mio Team, l’Ing. Roberto Monteasi è certificatore energetico degli edifici ed esperto in gestione dell’energia. Questo fa si che il condominio abbia la certificazione energetica e quindi la nuova classificazione, sicuramente migliore rispetto alla situazione precedente. Questo è un enorme vantaggio perché avere un edificio o un appartamento energicamente efficiente, aumenta il suo valore commerciale.

Vuoi saperne di più ? CONTATTAMI !

DiGianluca Biondi

Condominio in Classe A

Il 22 aprile del 2017, dalle ore 09:30 alle ore 13:00, ho avuto il piacere di essere invitato all’evento gratuito tenuto dall’associazione ANAPI alla quale sono iscritto come Amministratore di Condominio: “Condominio in classe A”. Doveroso descrivere la mia personale esperienza vissuta all’evento e quale bagaglio informativo ha portato alla mia professione.

L’obiettivo dei relatori è stato quello di illustrare agli Amministratori di condominio ed ai condomini presenti all’evento, cosa significa ottimizzare il consumo di energia elettrica, termica e garantire sicurezza in uno stabile. Il meeting ha visto introdurre gli argomenti dal Dott. Angelo Tomasicchio, Assessore all’innovazione tecnologica del Comune di Bari. Si sono susseguiti in ordine i seguenti relatori:

  • Dott.ssa Paola Allegri: Presidente Associazione Nazionale Esperti edificio salubre. Ci ha dettagliatamente illustrato come i condomini sono, se non correttamente arieggiati, veicolo di infezioni e possono causare l’aggravarsi o l’insorgere di patologie legate ad asma o ad allergie. La dottoressa ha fatto quindi il check-up dei cosiddetti “edifici malati” presenti in Italia, ricordando che il 70% circa degli immobili risale agli anni sessanta, costruiti quindi con norme che non contemplavano alcuna analisi dei materiali costruttivi ne del contesto ambientale in cui sono sorti. Il tema è stato affrontato in maniera dettagliata e approfondita, nell’articolo che trovi CLICCANDO QUI. Confortante l’opera di sensibilizzazione che l’Associazione presieduta dalla Dottoressa Allegri, stia facendo in questi anni, per portare a conoscenza tutti coloro che vivono in edifici condominiali, ma anche che lavorano nelle scuole, di quali sono i principali inquinanti presenti nelle costruzioni e come cercare di mettere al sicuro, la propria salute. Da pochi anni, è nata la figura dell’esperto in edificio salubre, figura prevista dalle normative UE che impongono una riconversione in chiave “verde” degli edifici (fonte Esperto in edificio salubre: una nuova figura professionale?) che aiuta gli amministratori di condominio, ad analizzare gli edifici amministrati e come agire per salvaguardare la salute dei condomini;
  • Dott. Nicola Fiotti: lavora presso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze mediche di Trieste. Ci ha illustrato in maniera ironica e simpatica, quanto l’uomo produca “tossine”. Se quindi vive in ambienti stretti o non adeguati al volume di aria occupato, la produttività qualora operi in ambienti lavorativi o la reattività qualora debba svolgere attività di qualsiasi genere, si riduce notevolmente. Il Dott. Fiotti ha sottolineato come vivere in ambienti adeguati e possibilmente con ricambio costante di aria, consenta all’uomo di vivere e lavorare al massimo delle proprie potenzialità;
  • Dott. Lorenzo Laraspata della ACMEI ci ha illustrato come è fattivamente possibile non solo ottimizzare i costi di energia nei condomini, eseguendo una adeguata progettazione, ma come sia possibile integrare all’interno delle parti comuni di un edificio, sistemi di video sorveglianza, demotica ed automazione che rendono gli spazi comuni, vivibili e sicuri. L’azienda si è specializzata in diversi settori ed offre un team di esperti che eseguono uno screening del condominio, proponendo le soluzioni più adeguate alle esigenze dei condomini.
  • Dott. Dario Taffelli della R.B.M. S.p.A. ci ha parlato di contabilizzazione del calore così come previsto dal Decreto Legislativo numero 102 del 4 luglio 2014, il cui termine di adeguamento (al momento in cui sto scrivendo questo articolo) è fissato al 30 giugno 2017. Il Dott. Taffelli ha spiegato come la sua azienda esegue i lavori di adeguamento, illustrandoci il sistema automatico di contabilizzazione del consumo di gas da riscaldamento. Ogni condomino, attraverso il sito internet dedicato, può visualizzare i consumi energetici e quindi porre, in tempo reale, i dovuti correttivi sulle valvole termostatiche, al fine di risparmiare sul riscaldamento oppure semplicemente, regolare meglio gli orari di accensione e spegnimento dei termosifoni dell’impianto di riscaldamento centralizzato.
  • Dott. Livio W. Corso, membro WG1 della Commissione sicurezza UNI. Ci ha illustrato i sistemi di protezione dai rischi di caduta dall’alto negli edifici civili ed industriali. Il Dott. Corso ha descritto, nel corso del suo intervento, quali sono i rischi legati ad attività lavorative seguite nei condomini o nelle aziende e quali responsabilità civile e penali impattano sull’amministratore di condominio. Ci ha inoltre descritto le norme a cui a livello nazionale e regionale, bisogna  attenersi. In particolare, l’articolo 115 del Decreto Legislativo numero 81 indica i sistemi di protezione contro cadute dall’alto ed idonei alla esecuzione dei lavori: assorbitori di energia, connettori, dispositivo di ancoraggio, cordini, dispositivo retrattili, imbracature etc. La violazione di questa norma prevede l’arresto fino a due mesi o sanzione economica da euro 548, 00 a 2.192,00 sia a carico di chi ha commissionato i lavori, sia a carico del datore di lavoro che del lavoratore.

Infine il Dott. Vittorio Fusco, Presidente dell’associazione ANAPI, ha chiuso il meeting. Come ho scritto all’inizio di questo articolo, è stato un evento interessante e costruttivo. Uno sguardo a 360° sul condominio, in ottica di ottimizzazione energetica e di sicurezza.

Vuoi saperne di più ? CONTATTAMI !

DiGianluca Biondi

Bilancio preventivo e consuntivo

Abbiamo parlato lunedì scorso, del bilancio condominiale; cos’è; come deve essere compilato dall’Amministratore di Condominio e quali articoli del codice civile fanno da guida ad una corretta e comprensibile compilazione.

Oggi andiamo un pò più nel dettaglio e cerchiamo assieme di capire come è strutturato il dettaglio del bilancio. Infatti ogni bilancio condominiale che si rispetti, è scritto così come se il condominio fosse (in effetti a mio parere lo è) un’azienda. Se il Condominio quindi è un’azienda, allora dobbiamo parlare di Bilancio Consuntivo e Bilancio Preventivo.

Bilancio preventivo

Lo dice la parola, è un preventivo delle spese che verranno sostenute nell’anno contabile che inizia. In genere per prassi ed anche per pura comodità, il periodo di bilancio annuale coincide con l’anno solare. Per tale motivo il bilancio preventivo che, al momento in cui scrivo questo articolo, corrisponde al 2017-2018, conterrà tutte le spese che i condomini dovranno pagare. Il bilancio impostato in questi termini, è utile soprattutto per capire quali progetti condominiali si vuole mettere in campo per migliorare la fruibilità e vivibilità dell’edificio, per efficientare energicamente il fabbricato o semplicemente per migliorarne l’aspetto rifacendo le facciate.

Io quando ricevo il mandato in un condominio, al primo contatto con i condomini,  chiedo di indicarmi cosa vorrebbero migliorare, implementare o modificare nel loro condominio. Questo mi permette, nel corso delle riunioni che verranno indette nello stabile, di fare un progetto a lungo termine e bilanciare correttamente le spese a seconda delle priorità delle richieste.

E’ anche probabile che il bilancio preventivo, essendo dedotto dalla gestione dell’anno precedente, possa essere modificato al ribasso. Questo significa magari che l’Amministratore, nell’anno precedente, ha ottimizzato qualche spesa ricorrente, oppure ha impostato delle scelte che hanno fatto “guadagnare” in qualche modo il condominio e questo ha prodotto un risparmio che si può tradurre, ad esempio, in un avanzo di cassa (cosa molto rara; cioè il condominio ha risparmiato soldi).

Come si presenta dunque un bilancio preventivo ?

Le immagini di seguito riportate, danno una chiara idea del giusto layout che un bilancio dovrebbe avere (fonte manuale ANAPI):

Strutturato in questo modo, risulta estremamente chiaro per i condomini, capire quanto si è speso l’anno precedente, quanto si spenderà nell’anno in corso e se c’è un conguaglio da pagare. Il conguaglio si crea nel momento in cui l’anno precedente si è speso più di quanto si è incassato. Siccome il bilancio del condominio deve sempre essere pari a zero cioè non ci devono essere attivi o passivi, viene generata dall’amministratore, una rata extra di conguaglio, con la quale si azzera il bilancio precedente e si recuperano spese o passivi da chiudere.

Sempre per scelta assembleare, il conguaglio; quindi le rate extra da pagare, potrebbero essere portate sul nuovo bilancio preventivo, classificandole come passività e la rata condominiale, includerebbe anche il recupero delle spese non coperte dell’anno precedente. Il tutto verrebbe suddiviso in dodici rate mensili quindi, con una spesa mensile più piccola. Sono scelte che l’Amministratore prende sotto specifica autorizzazione dell’assemblea.

Bilancio consuntivo

Il bilancio consuntivo, a differenza di quello preventivo, contiene, come se fosse una sorta di estratto conto, il riepilogo storico di tutte le spese sostenute dal condominio, nel corso dell’anno precedente. Può essere scritto in formato di elenco quindi, giorno per giorno o meglio, movimento per movimento di gestione, vengono scritte in ordine cronologico, le spese. In alternativa, può anche essere raggruppato per voci di spesa, evitando di menzionare i singoli movimenti. Io preferisco fornire entrambe le viste. Più dettagli si fanno vedere ai condomini, meno obiezioni possono essere sollevate.

Il bilancio consuntivo, di prassi, dovrebbe essere sottoposto a controllo da parte di almeno due condomini (sarebbe meglio che i condomini deputati a ricoprire il ruolo di “revisori dei conti” fossero due dei tre membri del consiglio di condominio). Tutti i costi sostenuti e descritti nel bilancio consuntivo, devono poi essere distribuiti per singola unità immobiliare, quindi per ogni proprietario e ripartiti secondo le tabelle millesimali di riferimento (riscaldamento, luci scale etc.).

Vuoi saperne di più ? CONTATTAMI !

DiGianluca Biondi

Voto SI ! …. Voto NO ! Mi astengo ! …. L’Assemblea di Condominio

L’assemblea di condominio è l’organo di autogoverno dei condomini e in essa si rende esecutiva la volontà collegiale o di gruppo che garantisce la prevalenza degli interessi collettivi rispetto a quelli del singolo proprietario.

Il funzionamento delle assemblee di condominio è regolamentato dalla legge e le votazioni sono a doppia maggioranza:

  • Quorum costitutivo: è il numero minimo di condomini che devono essere presenti alla assemblea;
  • Quorum deliberativo: è il valore minimo millesimale rappresentato dai partecipanti l’assemblea;

In ogni assemblea devono raggiungersi sempre e comunque entrambi i quorum previsti dalla legge, per rendere esecutiva una decisione.

Gli argomenti discussi in assemblea e quindi oggetto di votazione devono essere inseriti nel cosiddetto “Ordine del giorno“.

Quali argomenti sono di competenza dell’assemblea?

Ci viene in aiuto l’articolo 1135 del codice civile il quale precisa che l’assemblea dei condomini provvede:

  1. alla conferma dell’amministratore e all’eventuale sua retribuzione;
  2. all’approvazione del preventivo delle spese occorrenti durante l’anno e alla relativa ripartizione tra i condomini;
  3. all’approvazione del rendiconto annuale dell’amministratore e all’impiego del residuo attivo della gestione;
  4. alle opere di manutenzione straordinaria e alle innovazioni, costituendo obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all’ammontare dei lavori; se i lavori devono essere eseguiti in base a un contratto che ne prevede il pagamento graduale in funzione del loro progressivo stato di avanzamento, il fondo può essere costituito in relazione ai singoli pagamenti dovuti;

Uno a molti …… Molti a uno

In riferimento al quorum costitutivo, nel caso in cui partecipi all’assemblea, un solo proprietario di più appartamenti o più proprietari di un singolo appartamento, deve essere sempre conteggiata una sola persona.

Vuoi saperne di più ? CONTATTAMI !

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca sul link di seguito ed accederai alla pagina della Policy Privacy. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi