Il Condominio sostituto d’imposta

di | Giugno 17, 2017

Da diciannove anni (da gennaio 1998), il condominio è obbligato ad avere il codice fiscale. Questo perché è diventato per lo Stato Italiano, sostituto d’imposta (legge finanziaria numero 449 del 1997).

Ma cosa vuol dire? 

esempioil sostituto di imposta è un soggetto “obbligato” al pagamento di imposte in luogo d’altri, per fatti o situazioni a questi riferibili.

 

L’amministratore di condominio quindi, se si serve di professionisti che effettuano riparazioni o attività lavorative all’interno dello stabile, riceverà dalle stesse, fatture di pagamento del costo di servizio applicando però il 20% o il 4% (a seconda dei casi) di ritenuta d’acconto. Per farla breve, è un metodo per anticipare il pagamento delle tasse.

Non sono solo le ditte esterne  soggette a ritenuta d’acconto.

A queste vanno aggiunti, ove presenti, i dipendenti diretti del condominio quali ad esempio il portiere. Alla fine di ogni anno fiscale, così come noi privati cittadini compiliamo il modello 730, l’amministratore di condominio deve compilare o far compilare dal proprio commercialista di fiducia, il modello 770. Proprio per questo motivo, non appena vi è il cambio di amministratore di condominio in un edificio, il nuovo amministratore è tenuto a richiedere alla Agenzia delle Entrate, entro un tempo massimo di trenta giorni dalla nomina, la modifica del codice fiscale, associandolo alla propria persona.

Occorre naturalmente il verbale di assemblea che nomina l’amministratore.

Gli adempimenti dell’amministratore però, dal punto di vista fiscale, non finiscono qui. Infatti sempre l’amministratore di condominio, dovrà dichiarare nel modello 770, i nomi dei fornitori che hanno eseguito lavori all’interno dell’edificio e tutti gli acquisti effettuati per conto dei condomini. Ma facciamo un esempio pratico. Supponiamo che l’assemblea approvi, il rifacimento dell’impianto citofonico per un costo imponibile (valore netto) di euro 1.000,00.

La ditta farà al condominio, la fattura inserendo appunto la ritenuta d’acconto del 20% o del 4% (quest’ultima percentuale si applica su appalti condominiali).

Ad esempio:

DITTA MARIO ROSSI SPA

Spett.le Condominio “La smeralda”

Via dei sette colli 7 – 00100 ROMA.

Oggetto: pagamento rifacimento impianto citofonico.

Costo impianto (totale imponibile): 1000,00 euro

IVA 22%

TOTALE FATTURA 1.220,00 euro

Ritenuta d’acconto 4% (calcolata sulla cifra imponibile): 40,00 euro

pagamento netto: 1.180,00 euro.

Le regole vigenti sulla ritenuta d’acconto, si applicano anche ai cosiddetti Supercondomini o condomini parziali.

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